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日志


Wolff Bowden n°2

Possa l'azzurro contemplare
il tuo corpo
mentre il sole ti inonda la schiena
dalla finestra.
Possano le tue labbre
rifiutare il bacio,
se il tuo cuore
non lo desidera.
Possa l'euforia trovarti
nei tuoi momenti di solitudine.
Che tu possa accendere
un miliardo di candale
nella tua mente.

Wolff Bowden n°1

 
Appartieni all'amore
come le ruote appartengono alla strada,
come l'uva appartiene all'esplosione del gusto,
come il granturco appartiene ai corvi
come l'ombra appartiene ai capricciosi tormenti dell'anima

Pablo Neruda - Cien Sonetos de Amor - XVII

No te amo como si fueras rosa de sal, topacio
o flecha de claveles que propagan eñ fuego:
te amo como se aman ciertas cosas oscuras,
secretamente, entre la sombra y el alma.

Te amo como la planta que no florece y lleva
dentro de sí, escondida, la luz de aquellas flores,
y gracias a tu amor vive oscuro en mi cuerpo
el apretado aroma que ascendió de la tierra.

Te amo sin saber cómo, ni cuándo, ni de dónde,
te amo directamente sin problemas ni orgullo:
así te amo porque no sé amar de otra manera,

Sino así de este modo en que no soy ni eres,
tan cerca que tu mano sobre mi pecho es mía,
tan cerca que se cierran tus ojos con mi sueño.

 


Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.


T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.


T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti


che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Vivamus

Vivamus

Viviamo

Vivamus mea Lesbia, atque amemus,

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,

rumoresque senum severiorum

i brontolii dei vecchi troppo seri

omnes unius aestimemus assis!

valutiamoli tutti un soldo!

soles occidere et redire possunt:

I soli posson tramontare e ritornare:

nobis cum semel occidit brevis lux,

per noi, quando una volta la breve luce tramonti,

nox est perpetua una dormienda.

c'è un'unica perpetua notte da dormire.

da mi basia mille, deinde centum,

Dammi mille baci, poi cento,

dein mille altera, dein secunda centum,

poi mille altri, poi ancora cento,

deinde usque altera mille, deinde centum.

poi sempre altri mille, poi cento.

dein, cum milia multa fecerimus,

Poi, quando ne avrem fatti molte migliaia,

conturbabimus illa, ne sciamus,

li mescoleremo, per non sapere,

aut ne quis malus invidere possit,

o perché nessun malvagio possa invidiarli,

cum tantum sciat esse basiorum.

sapendo esserci tanti baci.

Catullo

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,mi prese del costui piacer sì forte,che, come vedi, ancor non m'abbandona.

[…]

E come li stornei ne portan l'ali

nel freddo tempo, a schiera larga e piena,

così quel fiato li spiriti mali

di qua, di là, di giù, di sù li mena;

nulla speranza li conforta mai,

non che di posa, ma di minor pena.

E come i gru van cantando lor lai,

faccendo in aere di sé lunga riga,

così vid'io venir, traendo guai,

ombre portate da la detta briga;

per ch'i' dissi: "Maestro, chi son quelle

genti che l'aura nera sì gastiga?".

"La prima di color di cui novelle

tu vuo' saper", mi disse quelli allotta,

"fu imperadrice di molte favelle.

A vizio di lussuria fu sì rotta,

che libito fé licito in sua legge,

per tòrre il biasmo in che era condotta.

Ell'è Semiramìs, di cui si legge

che succedette a Nino e fu sua sposa:

tenne la terra che 'l Soldan corregge.

L'altra è colei che s'ancise amorosa,

e ruppe fede al cener di Sicheo;

poi è Cleopatràs lussuriosa.

Elena vedi, per cui tanto reo

tempo si volse, e vedi 'l grande Achille,

che con amore al fine combatteo.

Vedi Parìs, Tristano"; e più di mille

ombre mostrommi e nominommi a dito,

ch'amor di nostra vita dipartille.

Poscia ch'io ebbi il mio dottore udito

nomar le donne antiche e ' cavalieri,

pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

I' cominciai: "Poeta, volontieri

parlerei a quei due che 'nsieme vanno,

e paion sì al vento esser leggeri".

Ed elli a me: "Vedrai quando saranno

più presso a noi; e tu allor li priega

per quello amor che i mena, ed ei verranno".

Sì tosto come il vento a noi li piega,

mossi la voce: "O anime affannate,

venite a noi parlar, s'altri nol niega!".

Quali colombe dal disio chiamate

con l'ali alzate e ferme al dolce nido

vegnon per l'aere dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov'è Dido,

a noi venendo per l'aere maligno,

sì forte fu l'affettuoso grido.

"O animal grazioso e benigno

che visitando vai per l'aere perso

noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l'universo,

noi pregheremmo lui de la tua pace,

poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,

noi udiremo e parleremo a voi,

mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui

su la marina dove 'l Po discende

per aver pace co' seguaci sui.

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:

Caina attende chi a vita ci spense".

Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand'io intesi quell'anime offense,

china' il viso e tanto il tenni basso,

fin che 'l poeta mi disse: "Che pense?".

Quando rispuosi, cominciai: "Oh lasso,

quanti dolci pensier, quanto disio

menò costoro al doloroso passo!".

Poi mi rivolsi a loro e parla' io,

e cominciai: "Francesca, i tuoi martìri

a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo dei dolci sospiri,

a che e come concedette Amore

che conosceste i dubbiosi disiri?".

E quella a me: "Nessun maggior dolore

che ricordarsi del tempo felice

ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.

Ma s'a conoscer la prima radice

del nostro amor tu hai cotanto affetto,

dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lancialotto come amor lo strinse;

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser basciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.

Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante".

Mentre che l'uno spirto questo disse,

l'altro piangea; sì che di pietade

io venni men così com'io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

 

DANTE

 

Una poesia

 
Qst poesia è tratta dal film "Cantando dietro i paraventi", il finale è proprio una sorpresa...
 
Esto poema es de la pelicula "Cantando dietro i paraventi", lo siento peeero no se el titulo en castellano...La pelicula es poco rara y el final es sorprendente.
 
 
La luna si affaccia
in ogni specchio d'acqua
ma la luna vera
è solamente una
Sugli arbusti bagnati
brilla la rugiada della notte
cantano i grilli innamorati
Chi mi ha lasciato tanto tristezza?
Tu fino ai 100 anni
e io ai 99
avremo i capelli bianchi
non sarò cambiata
e non cambiere nemmeno tu
no,io non sarò cambiata
per sempre nn sarò cambiata

La passione

Ciao, qlcn di voi si ricorda del telefilm Buffy? La biondina ammazzavampiri, ke si era innamorata di Angel,un vampiro al ql una maledizione aveva dato un cuore?La maledizione voleva ke egli soffrisse e fosse infelice, ma poi qd si innamora di Buffy e diventano intimi, poikè egli prova un momento di vera felicità perde il suo cuore, la sua anima e diventa molto cattivo...
All'inizio dell'episodio n°  "nn so" della 1 serie (e per inciso con l'andar del tempo e aumentando il n della seria si sn inventati sempre cose più assurde,ma nn x qst io ho smesso di vedere il telefilm),la voce di Angel recita qst poesia:
 
La passione
alberga in tutti noi
sopita, in agguato
e sebbene inaspettate e indesiderta
si ecciterà
spalancherà le mascelle
griderà...
Detta legge in tutti noi
ci guida
la passione ci governa
e noi obbediamo
che altro ci resta?
La passione è
fonte dei momenti migliori
la gioia dell'amore
l'estasi del dolore
La passione può ferire profondamente
se potessimo vivere senza
conosceremo certamente la pace
ma saremmo essere vuoti
stanza vuote, buie e inutili
senza passione
saremmo come morti
 
 
Lo so è molto cupa...xò è ank molto intensa!!!
 
Por los amigos españoles: en rojo esta escrita un poema que me gusta mucho. Esto poema ha salido en un capitulo de la serie Buffy. Si alguien tiene la versione española, ¿porfavor me la puede enviar? gracias
 

Tanto gentile e tanto onesta pare

 
Tanto gentile e tanto onesta non sono io,ank se sn gentile (qd nn sn sotto esame) e onesta,ma qst poesia l'ha scritto Dante Alighieri per la sua amata Beatrice...a me piace molto qst poesia e qd x la prima volta "creato" qst blog ero fissata con qst poesia e ho dato il suo titolo al mio blog!!! :-)
 
 
Tanto gentile e tanto onesta pare
La donna mia quand’ella altrui saluta,
Ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestita;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piancente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.
 
Dante Alighieri
 
Esto es un poema del padre del idioma italiano: DAnte Alighieri. Es un poema de amore,y me gusta mucho...como se puede comprender da el titolo de mi blog que son las sus primeras palabras...