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LA FRECCIA (Il cammino dell'arco) - Paulo Coelho La freccia è l’intenzione. È ciò che unisce la forza dell’arco con il centro del bersaglio. L’intenzione deve essere cristallina, onesta, molto equilibrata. Una volta che è partita, non farà ritorno, per cui è meglio interrompere un tiro – perché i movimenti per arrivare fino a lì non erano precisi e corretti – che agire in una maniera qualsiasi, soltanto perché l’arco era già teso e il bersaglio stava attendendo. Ma non smettere mai di scoccare la freccia se l’unica cosa che ti paralizza è la paura di sbagliare. Se i movimenti che hai fatto sono corretti, apri la tua mano e lascia la corda. Anche se non raggiunge l’obiettivo, la prossima volta saprai perfezionare la tua mira.. Se non corri dei rischi, non saprai mai quali cambiamenti erano necessari. Ogni freccia lascia un ricordo nel tuo cuore – ed è la somma di questi ricordi che ti farà tirare sempre meglio. GLI ALLEATI (Il cammino dell'arco) - PAOLO COELHO L’arciere che non condivide con gli altri l’allegria dell’arco e della freccia, non conoscerà mai le proprie qualità e i propri difetti. Perciò, prima di iniziare qualsiasi cosa, cerca degli alleati – persone che si interessano a ciò che stai facendo. Non sto dicendo: “cerca degli altri arcieri.” Dico: trova delle persone dalle differenti capacità, perché il cammino dell’arco non è diverso da qualsiasi altro cammino intrapreso con entusiasmo. I tuoi alleati non saranno necessariamente quelle persone che tutti guardano, restano incantati, e affermano: “ non esiste nessuno migliore.” Proprio il contrario: sono persone che non hanno paura di commettere errori, e quindi li commettono. Per questo motivo, non sempre il loro lavoro verrà riconosciuto. Ma è questo genere di persone che trasforma il mondo, e dopo molti errori riesce a combinare qualcosa che farà la più grande differenza all’interno della propria comunità. Sono persone che non possono restare ad aspettare che le cose succedano, per poi decidere qual è l’atteggiamento migliore da assumere: loro decidono man mano che agiscono, pur sapendo che questo può essere molto rischioso. Vivere assieme a queste persone è importante per un arciere, perché lui ha bisogno di capire che, prima di mettersi davanti al bersaglio, deve essere ufficientemente libero per cambiare direzione man mano che porta la freccia davanti al petto. Quando apre la mano e lascia la corda, deve dire a se stesso: “mentre tendevo l’arco, ho percorso un lunga via. Adesso scocco questa freccia sapendo che ho rischiato a sufficienza, e ho dato il meglio di me.” I migliori alleati sono quelli che non ragionano come gli altri. Per questo, quando cerchi dei compagni con cui condividere l’entusiasmo del tiro, fidati del tuo intuito, e non curati dei commenti altrui. Le persone giudicano sempre gli altri avendo come modello i propri limiti – e a volte l’opinione della comunità è piena di preconcetti e timori. Unisciti a chi sperimenta, rischia, cade, si fa male, e torna a rischiare. Allontanati da chi asserisce delle verità, critica chi non la pensa come loro, non ha mai mosso un dito senza avere la certezza che avrebbe ottenuto rispetto, e preferisce avere certezze piuttosto che dubbi. Questa è la qualità dell’acqua: cingere le rocce, adattarsi al corso del fiume, a volte trasformarsi in lago finché l’avallamento non si riempie e continuare così il proprio cammino, perché l’acqua non dimentica che il suo destino è il mare, e prima o dopo dovrà arrivare a lui. Unisciti a chi non ha mai detto: “é finita, occorre che mi fermi qui.” Perché così come all’inverno succede la primavera, niente può finire: dopo avere raggiunto il tuo obiettivo è necessario ricominciare, avvalendoti sempre di ciò che hai appreso durante il cammino. Unisciti a chi canta, racconta storie, gode della vita, e ha l’allegria negli occhi. Perché l’allegria è contagiosa, e riesce sempre ad evitare che le persone si lascino paralizzare dalla depressione, dalla solitudine, e dalle difficoltà. Unisciti a tutti coloro che fanno il proprio lavoro con entusiasmo. Ma affinché tu possa essere utile a loro come loro sono utili a te, bisogna sapere di quali strumenti sei dotato, e come potrai perfezionare le tue capacità. Quindi, è giunta l’ora di conoscere il tuo arco, la tua freccia, il tuo bersaglio, e la tua via. |
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